Discussione:Sociologia76

Da Ortosociale.

Remo & Luigi

Ciao Luigi, ho risposto alla tua mail dicendo che sono d'accordo su tutto, però...
Anche tu dici che “condivido la tua analisi <<freddamente>> scientifica”, però...

  • Luigi: Condivido la tua analisi freddamente scientifica Remo, e la ritengo una base di partenza per pensare a un modo per affrontare un problema purtroppo destinato a inasprirsi parecchio.
  • Remo: Allora penso sia importante arrivare insieme a definire bene le rispettive posizioni, in modo da avere una linea comune sui problemi nazionali e sardi in particolare. La ondata di profughi e migranti che aumenterà col collasso climatico è uno dei primi problemi da affrontare (oltre ai terremoti che aggiungono profughi a quelli extracomunitari e comunitari).
  • Luigi: Penso però che in questo caso via siano 3 ordini di causa:
  1. La prima è biecamente propagandistica da parte del governo
  2. un problema di metodo e comunicativo allo stesso tempo
  3. una tara mentale e culturale.
  • Remo: Renzi non è “bieco”, ha una strategia precisa (la “centralizzazione” come Diocleziano nel 300 dC per salvare l'Impero). Fa una politica “progressista” sui temi della sessualità e come democristiano appoggia la Chiesa che per sopravvivere ha bisogno delle “vocazioni”, le uniche, dei paesi del sud del mondo. Quindi va vista come propaganda funzionale ad una precisa strategia religiosa, economica (libertà totale di movimento dei capitali della JPMorgan), politica-costituzionale. Ha l'endorsement, come la Clinton, di un presidente uscente usa.
  • Luigi: Premetto che vi sono casi virtuosi di integrazione, dove meno te l'aspetti e che hanno dato anche impulso economico ai luoghi, uno su tutti quello di Riace; qui Remo credo tu possa trovare spunti interessanti che possono essere replicati in Sardegna

http://www.laquestionesociale.it/immigrazione.htm

  • Remo: conoscevo la storia di Riace. La trovo positiva ma non direttamente replicabile, perchè ogni territorio, ogni comune ha la sua complessità irriproducibile. Due punti di Riace ritengo importanti e replicabili (dove le comunità locali liberamente siano disposte a provarlo e modificarlo, insomma non il copia e incolla):
  1. L'iniziativa parte dai sindaci. Il mio slogan è “Tutto il Potere ai Sindaci”, che è una ironia di quello di Lenin (Tutto il potere ai Soviet). Significa che i sindaci trattano direttamente con lo Stato, senza l'intermediazione dei prefetti (che non servono a niente e fanno danni come in Sardegna a Monastir) che ricordiamocelo sono una creazione “fascista”. Sono stati ripristinati nel disegno centralizzatore modello Diocleziano.
  2. I sindaci come quello di Riace hanno in primis una strategia economica che è “Artigianato” (rivolto al Turismo). Io metterei al primo punto l'Artigianato Agro-Alimentare (Il Comune di Riace ha accolto due lavoratori della vicina Rosarno, dovrebbe sviluppare agrumeti A RIACE, come fanno in Sardegna a Muravera). Una strategia economica serve come il pane (da mangiare) se si vogliono integrare persone che per prima cosa devono “mangiare” (pane) e “ripararsi con un rifugio” (casa). Sviluppare l'artigianato agroalimentare <<è l'unico modo per abbattere il collasso ambientale>> perchè metti in equilibrio gli agglomerati urbani che distruggono l'ambiente e producono rifiuti tossici con campagne coltivate che assorbono CO2 e forniscono cibo sano.
  • Luigi: Mi sembra del tutto evidente che il governo pensa di recuperare consenso fra quelle sacche, per altro imponenti, di falsa moralità e di empatia di circostanza che ha fatto e continua a far danni in questo paese.
  • Remo: Le sacche di falsa moralità si sono lanciate in un linciaggio mediatico sugli abitanti di Goro-Gorino degno dell'Inquisizione. Questa falsa moralità fa il gioco degli xenofobi che facevano dichiarazioni contro il “buonismo” oppure dicevano ai parroci “perchè non vi prendete i profughi dentro le vostre parrocchie”. Soluzione che ex post è stata accettata dalla Chiesa (ma non potevano pensarci prima?). Quelli di Goro-Gorini non sono fascisti (sono di sinistra) e non sono razzisti (certificato dalla responsabile UDI di Ferrara che ha accolto le povere ragazze migranti). Vedi i commenti ANSA tra cui quello di Renzi, costretto ad ammettere (è lui che comanda i prefetti) “Per Matteo Renzi, la vicenda è molto difficile da giudicare. "Da un lato - per il premier - c'è un atteggiamento di comprensione anche se non di condivisione verso una parte della popolazione che è molto stanca, dall'altro parliamo di 11 donne e 8 bambini, che sono stati comunque sistemati. Forse è mancato qualcosa sia da parte nostra, dello Stato ma anche di dialogo nel merito"”

http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2016/10/25/ferrara-continua-protesta-antiprofughi_ef9539c3-16ee-437e-a8de-c0e9c13c2587.html

Non è “mancato qualcosa da parte dello Stato”, è mancato tutto. A Monastir (Sardegna) volevano mettere i profughi in una struttura che doveva servire (una volta ricostruita) per la locale scuola primaria, senza gabinetti. La popolazione si è ribellata, hanno incendiato la scuola. I sardi di Monastir sono fascisti, razzisti, rottami umani? La popolazione, soprattutto le donne, hanno paura, vedono compromesso il futuro, il rifiuto delle ondate di migranti è palpabile ed esteso. Vogliamo imporre una soluzione prefabbricata? Perchè non cominciamo ad adottare ciascuna famiglia “mononucleare urbana” un bambino siriano a casa sua? Senza crocefiggere quelli che reagiscono in modo così “bieco”? Abbiamo le risorse per “adottare” un piccolo migrante? Esattamente come fosse nostro figlio? Perchè non lo facciamo, in modo “esemplare”? Quante sono le coppie nucleari nel Milanese senza figli?

  • Luigi: Dico che è un problema di metodo e di comunicazione, perchè qui nell'altomilanese, il prefetto ha convocato i Sindaci chiedendo a loro di decidere come affrontare il problema e rispondere alle richieste di accoglienza. Il prefetto, è stato molto chiaro e sintetico dando una corretta comunicazione, dicendo che sarebbe stato auspicabile che gli enti locali (i Comuni) autogestissero l'emergenza come meglio ritenevano opportuno, diversamente avrebbe dovuto imporre una soluzione che inevitabilmente avrebbe concentrato più migranti in un unico luogo.

La tara mentale e culturale, è l'idea che le comunità non possano autogovernarsi e gestire, in virtù della conoscenza del territorio e quindi della consapevolezza di luogo un fenomeno così imponente, rendendo quindi necessario imporre una decisione autoritaria dall'alto. Penso che la programmazione territoriale, che non può prescindere dalla Bionomia del Paesaggio, non possa non tener conto anche delle dinamiche antropiche, fenomeni migratori compresi, certo, il tutto mirato a trovare equilibrio nel sistema naturale di cui, anche se con un legame ormai flebile, anche l'uomo fa parte.

  • Remo: Tutto il Potere ai Sindaci. Farei in modo che il discorso del prefetto : “...diversamente avrebbe dovuto imporre una soluzione che inevitabilmente avrebbe concentrato più migranti in un unico luogo” non venga previsto, a favore della autogestione (coordinata dai sindaci) delle comunità locali. Ma questa “autogestione” implica prevedere che ci siano comunità che non vogliono i migranti. Queste comunità hanno anche loro il diritto di “autogestirsi” o le gestione gliela facciamo noi, previa Inquisizione mediatica?
  • Luigi: Le tre cause sono l'una la conseguenza logica dell'altra, trasformando un fenomeno che dovrebbe essere naturale, in un problema di carattere sociale, politico ed economico allo stesso tempo, senza ovviamente dimenticare che negli anni futuri la migrazione di massa avrà come causa prevalente il cambiamento climatico creato da un modello sociale, economico e politico totalmente squilibrato e alterante rispetto al sistema entropico globale.......i Goresi e i Gorini, saranno i più probabili prossimi ecoprofughi, con il rischio di ricevere lo stesso trattamento che hanno riservato alle persone che il prefetto voleva loro imporre. Riprendo una riflessione di Domenico Finiguerra, che si chiede come mai in questo caso il prefetto ha fatto marcia indietro e invece in Val di Susa ha mandato i gendarmi, contro chi, con cosapevolezza di luogo, cerca di difendere il territorio, la propria salute, la propria economia e il loro modo di vivere i luoghi che abitano, modello che per altro può porre un freno ai cambiamenti climatici.
  • Remo: augurare ai Goro-Gorini di finire sotto le piene del Po o di venire bastonati dai CC come I No-Tav mi sembra molto poco carino. Sul cambiamento climatico vedi la mia proposta di Artigianato Agro-Alimentare che vuol dire sì “Sovranità Alimentare” ma anche “Produci il pane di cui hai bisogno se vuoi mangiare”. Tra l'altro I Goro-Gorini, come pescatori e vongolari rispettano l'ambiente molto di più dei cittadini che scartano il 30% del cibo e usano l'auto per due ore al giorno.
  • Remo: per concludere. L'Anci nazionale, attraverso il suo presidente, ha dichiarato che i Sindaci sono disposti a farsi carico del problema dei migranti in collaborazione con lo stato e le loro comunità di riferimento. Tutto il Potere ai Sindaci.

--Remo Ronchitelli 09:23, 27 ott 2016 (UTC)

Remo

Un attivo esponente della sinistra padovana ha pubblicato un post FB con l'articolo di un giornale locale di Ferrara sul caso delle 12 donne bloccate dalle barricate della ignobile "comunità" di Goro-Gorino. La citazione dell'articolo andava nel senso suggerito "Gli ignobili di Goro-Gorino non conoscevano le storie delle persone coinvolte nella loro protesta". L'autore del post, come purtroppo è comune sui social, non aveva evidentemente letto una riga dell'articolo. Io sono andato a leggerlo, per stanare la stupidità della sinistra, alla quale appartengo. L'analisi dell'articolo rivela che: su 12 donne di 5 non si sa nulla perchè non hanno parlato; la sesta Andrew Joy, 20 anni all’ottavo mese di gravidanza di cui ho visto in TV l'intervista dice solo che ha paura e che ha sofferto per l'ostilità che ha visto; le altre sei hanno rilasciato brevi dichiarazioni, dove si evidenzia il fatto che "la loro fuga dalla Nigeria è dovuta a <<ragioni familiari>>", compreso un accenno ai Boko Haram. Ecco le loro dichiarazioni:

  • Belinda: Mio marito è finito in carcere da dove è fuggito dopo qualche mese. Un giorno, alle sei del mattino, un gruppo di persone è venuto a casa chiedendomi dove fosse. Io non lo so. Mi volevano uccidere e sono scappata.
  • Faith: Abitavo nel nord e la mia famiglia è stata attaccata e decimata dal gruppo di Boko Haram. Durante l’attacco io sono scappata, alcuni uomini mi hanno presa e mi hanno portata in Libia, è stato tremendo.
  • Esther Obezze, 22 anni anche lei nigeriana. «Sono fuggita perché mio marito voleva uccidermi ma purtroppo sono finita in Libia».
  • Dooshena John, 20 anni nigeriana. «Quando avevo cinque anni mia mamma e mio padre sono morti e sono stata affidata ai nonni. Purtroppo mio zio ci maltrattava, ci faceva stare molto male e sono scappata. Ho avuto paura di morire tante volte».
  • Elle Zay, 20 anni nigeriana. «Sono scappata per motivi legati alla mia famiglia. Mio nonno ha ucciso mio padre per motivi di soldi. E quando ha fatto fuori lui si è rivolto a me. Voleva indietro una grossa cifra che io non potevo pagare. Sono fuggita e adesso mi cercano. Ho viaggiato per una settimana e sono arrivata in Libia»
  • Abideni Ogbalaja, 35 anni nigeriana. Sono scappata dalla Nigeria dove non potevo più...(è ferita da una bruciatura).

E' evidente lo stato di stress e la condizione umana bisognosa di ogni aiuto (e conforto) da parte di queste ragazze. Una logica empatica non esiterebbe ad accoglierle senza porsi "se e ma". Ma nel malaugurato caos di risorse scarse, di dover scegliere chi accogliere e chi no, che scelte faremmo? Ad esempio che fare dei milioni di profughi siriani, con migliaia di bambini piccoli bombardati, terrorizzati, e senza famiglia? La mia scelta personale andrebbe a loro. Ma non è questo il punto. Quello che io propongo è (A) una analisi "fredda" del problema e delle risorse disponibili, (B) delle priorità, (C) delle scelte possibili ma condivise delle varie comunità territoriali nazionali.

  • (A) Analisi del problema

Gli immigrati nigeriani sono stati studiati di recente (2013) da docenti di sociologia delle religioni della università di Padova (Enzo Paci e una sua assistente che ha anche lavorato sei mesi in Nigeria). Gruppi significativi di Nigeriani sviluppano in modo autonomo una religione "neo-pentecostale", di derivazione biblico-cristiana, oggetto della ricerca. Molti nigeriani a Padova sono coinvolti nel traffico della droga, nella tratta delle schiave della prostituzione (la Caritas padovana è andata in Nigeria 5 anni fa). I catecumeni neo-pentecostali nigeriani di Padova condannano aspramente queste situazioni ma con effetti limitati. Perchè è una situazione complessa e non conosciuta, ma di sicuro diversa dalle narrazioni riduzioniste nel bene (sinistra) e nel male (destra e leghisti). Quindi non esiste una comunità immigrata nigeriana "buona" ma gruppi rigidamente religiosi, altri che praticano lo spaccio e la guerra per bande, altri che praticano o soffrono come vittime la tratta della prostituzione. La cosa terribile è che questi gruppi sono intrecciati tra loro: i neo-pentecostali hanno i loro parenti che spacciano o si prostituiscono cercando di "sarvarli", etc. Il viaggio della Caritas di Padova (uno di questi era un mio collega alla Memorex) in Nigeria ha accertato che "tutto era organizzato" con maitresse o "maman" che praticavano il wudù:

https://it.wikipedia.org/wiki/Vud%C3%B9

Quindi sia nel caso della prostituzione sia in quello della droga si può subito ipotizzare che "tutto sia organizzato" dalla mafia (calabrese, la stessa dell'Expo e del recente annuncio di arresti da parte di CC e Guardia di Finanza). L'ipotesi è che la 'ndrangheta finanzi la fuga dei profughi per avere manovalanza da arruolare (droga, prostituzione, lavori agricoli, edilizia). Questo come si sa è successo in passato. La novità è sui nuovi flussi migratori (Nigeria, Eritrea). Una conferma viene da Cagliari, dove è avvenuta una gigantesca rissa tra immigrati e "sbandati" (leggi spacciatori-consumatori di droghe pesanti) in piazza del Carmine, subito detro il palazzo Bacaredda del Comune di Cagliari. In allegato l'articolo di Uniuone Sarda in prima pagin probabilmente una velina della locale Questura, impegnata duramente sul fronte della droga). Se i fatti di Cagliari sono verificati, gli "ignobili" di Goro-Gorino non sono andati molto lontano nelle loro motivazioni.

  • (B) Priorità

Davanti a "problemi familiari" per quanto sacrosanti, darei la priorità a problemi "geopolitici" come quelli siriani, che hanno comunque forti valenze umanitarie (piccoli senza nessuno), tenuto conto che tra disoccupazione, terremoti, riduzione dl welfare, il "clima" dell'accoglienza da parte dei nativi si va velocemente deteriorando. Questo permette di schermarci dalle polemiche degli xenofobi. E di favorire scelte geopolitiche a favore della pace. Molti immigrati a Riace sono "curdi" (che combattono tra i Peshmerga e con il PKK)

  • (C) Scelte condivise

Tocca alle comunità "scegliere". Trovo la mediazione dei sindaci la più logica, contando che molte comunità saranno comunque "chiuse". Invece di una scelta calata dall'alto (prefetti) far valere l'esempio e le dinamiche misteriose dell'empatia. Insomma una strategia creativa e flessibile. Bene dunque la proposta dell'ANCI che siano i sindaci che si coordinano tra loro (senza prevaricazione da parte dei prefetti o del ministro degli interni). Il principio è che lecomunità attraverso i loro sindaci si devono esprimere (Sì o No) ed "autogestire" secondo il principio di sussidiarietà. Peace and Love --Remo Ronchitelli 14:14, 28 ott 2016 (UTC)

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